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News della Federazione Italiana Tennis

News della Federazione Italiana Tennis
  • ATP WORLD TOUR FINALS - Programma, risultati, gironi e classifiche
    Sono in corso a Londra le Atp World Tour Finals 2017 (veloce indoor, montepremi 8 milioni e mezzo di dollari) che si disputano alla “O2 Arena”, sede dell'evento dal 2009.

    PROGRAMMA E RISULTATI

    mercoledì 14 novembre
    alle ore 13.00 italiane
    (1) Oliver Marach/Mate Pavic (AUT/CRO) c. (5) Mike Bryan/Jack Sock (USA) - Llodra/Santoro Group
    (1) Novak Djokovic (SRB) c. (3) Alexander Zverev (GER) 60 61- Guga Kuerten Group
    non prima delle ore 19.00
    (3) Lukasz Kubot/Narcelo Melo (POL/BRA) c. (8) Pierre-Hugues Herbert/Nicolas Mahut (FRA) - Llodra/Santoro Group
    non prima delle ore 21.00
    (6) Marin Cilic (CRO) c. (8) John Isner (USA)


    martedì 13 novembre
    (6) Raven Klaasen/Michael Venus (RSA/NZL) b. (7) Nikola Mektic/Alexander Peya (CRO/AUT) 76(5) 76(5) - Knowles/Nestor Group
    (4) Kevin Anderson (RSA) b. (7) Kei Nishikori (JPN) 60 61 - Lleyton Hewitt Group
    (4) Jamie Murray/Bruno Soares (GBR/BRA) b. (2) Juan Sebastian Cabal/Robert Farah (COL) 64 63 - Knowles/Nestor Group
    (2) Roger Federer (SUI) b. (6) Dominic Thiem (AUT) 62 63 - Lleyton Hewitt Group

    lunedì 12 novembre
    (1) Oliver Marach/Mate Pavic (AUT/CRO) b. (8) Pierre-Hugues Herbert/Nicolas Mahut (FRA) 64 76(3) - Llodra/Santoro Group
    (3) Alexander Zverev (GER) b. (6) Marin Cilic (CRO) 76(5) 76(1) - Guga Kuerten Group
    (5) Mike Bryan/Jack Sock (USA) b. (3) Lukasz Kubot/Narcelo Melo (POL/BRA) 63 76(5) - Llodra/Santoro Group
    (1) Novak Djokovic (SRB) b. (8) John Isner (USA) 64 63 - Guga Kuerten Group

    domenica 11 novembre
    (4) Jamie Murray/Bruno Soares (GBR/BRA) b. (6) Raven Klaasen/Michael Venus (RSA/NZL) 76(5) 46 10-5 - Knowles/Nestor Group
    (4) Kevin Anderson (RSA) b. (6) Dominic Thiem (AUT) 63 76(10) - Lleyton Hewitt Group
    (2) Juan Sebastian Cabal/Robert Farah (COL) b. (7) Nikola Mektic/Alexander Peya (CRO/AUT) 63 64- Knowles/Nestor Group
    (7) Kei Nishikori (JPN) b. (2) Roger Federer (SUI) 76(4) 63 - Lleyton Hewitt Group

    LA FORMULA - Nella fase a gruppi, da domenica 12 a venerdì 17 novembre, ogni giocatore si scontra con gli altri tre del proprio girone. I primi due di ogni girone avanzano alle semifinali: il primo del girone A sfida il secondo del girone B, e viceversa. In caso di parità tra due o più giocatori alla fine della fase a gironi, contano nell'ordine: numero di vittorie, numero di match giocati, scontro diretto, percentuale set vinti, percentuale game vinti, posizione in classifica ATP. Anche in questa edizione i gironi hanno i nomi di grandi campioni del passato: nel gruppo intitolato al brasiliano Gustavo "Guga" Kuerten (trionfatore al Masters nell’edizione del 2000) si sfideranno Novak Djokovic, Alexander Zverev, Marin Cilic e John Isner, mentre in quello che porta il nome dell'australiano Lleyton Hewitt (vincitore nel 2001 e nel 2002) si affronteranno invece Roger Federer, Kevin Anderson, Dominic Thiem e Kei Nishikori.
    Due i gironi anche per le Atp Finals di doppio. Nel “Llodra/Santoro Goup” (a segno nell’edizione del 2005) sono inserite le coppie Oliver Marach/Mate Pavic, Lukasz Kubot/Narcelo Melo, Mike Bryan/Jack Sock e Pierre-Hugues Herbert/Nicolas Mahut, mentre del “Knowles/Nestor Group” (vincitori nel 2007; Nestor ha anche vinto nel 2008 e 2010 con Zimonjic e nel 2011 con Mirnyi) fanno parte Juan Sebastian Cabal/Robert Farah, Jamie Murray/Bruno Soares, Raven Klaasen/Michael Venus e Nikola Mektic/Alexander Peya.

    I GIRONI

    SINGOLARE

    Guga Kuerten Group - (match vinti/persi - set vinti/persi)
    (1) Novak Djokovic (SRB) 1/0 2/0
    (3) Alexander Zverev (GER) 1/0 2/0
    (6) Marin Cilic (CRO) 0/1 0/2
    (8) John Isner (USA) 0/1 0/2

    Lleyton Hewitt Group - (match vinti/persi - set vinti/persi)
    (4) Kevin Anderson (RSA) 2/0 4/0
    (2) Roger Federer (SUI) 1/1 2/2
    (7) Kei Nishikori (JPN) 1/1 2/2
    (6) Dominic Thiem (AUT) 0/2 0/4

    DOPPIO

    Llodra/Santoro Group - (match vinti/persi - set vinti/persi)
    (1) Oliver Marach/Mate Pavic (AUT/CRO) 1/0 2/0
    (5) Mike Bryan/Jack Sock (USA) 1/0 2/0
    (3) Lukasz Kubot/Narcelo Melo (POL/BRA) 0/1 0/2
    (8) Pierre-Hugues Herbert/Nicolas Mahut (FRA) 0/1 0/2

    Knowles/Nestor Group - (match vinti/persi - set vinti/persi)
    (4) Jamie Murray/Bruno Soares (GBR/BRA) 2/0 4/1
    (2) Juan Sebastian Cabal/Robert Farah (COL) 1/1 2/2
    (6) Raven Klaasen/Michael Venus (RSA/NZL) 1/1 3/2
    (7) Nikola Mektic/Alexander Peya (CRO/AUT) 0/2 0/4
  • ATP WORLD TOUR FINALS A LONDRA - Anderson stende Nishikori, Federer batte Thiem
    E’ arrivato, puntuale, il riscatto di Roger Federer nella terza giornata delle Atp World Tour Finals 2018 (veloce indoor, montepremi 8 milioni di dollari) - dallo scorso anno griffate Nitto - in svolgimento alla “O2 Arena” di Londra. Nel match serale il 37enne fuoriclasse di Basilea, numero tre del ranking mondiale, alla 16esima partecipazione alle Finals, ha liquidato per 62 63, inappena 67 minuti di partita, l’austriaco Dominic Thiem, numero 8 Atp, alla terza presenza al torneo londinese (sempre eliminato nel round robin). La cronaca. Nel bilancio dei confronti diretti è il 25enne di Wiener Neustadt ad essere in vantaggio per 2-1 dopo essersi aggiudicato proprio le ultime due sfide con il 37enne fuoriclasse di Basilea, ma i due non si incrociano da due anni e mezzo. Nel primo set Thiem ha avuto problemi in tutti i turni di battuta. Ha salvato una palla-break nel primo gioco ma nel terzo e poi ancora nel settimo ha subito il break da un Federer, decisamente più centrato e concentrato rispetto al match contro Nishikori - dove con tutto il rispetto per il giapponese “King Roger” era apparso l’ombra di sé stesso (lunedì aveva anche cancellato l’allenamento pomeridiano) -, che ha archiviato il primo parziale per 6-2. Il copione non è cambiato nella seconda frazione: l’austriaco ha conquistato il primo “quindici” ma lo svizzero si è aggiudicato i successivi otto punti salendo 2-0. Nel quinto game Thiem ha rischiato di perdere ancora il servizio ma si è salvato. L’impresa non gli è riuscita nel nono quando Federer ha archiviato l’incontro, infliggendo a Dominic la 20esima sconfitta stagionale (contro 53 match vinti: (tra i top ten solo Zverev ha giocato un numero maggiore di incontri). Ora “King Roger” si giocherà il passaggio in semifinale nella sfida di giovedì contro Anderson. Va ricordato che Roger una sola volta non ha superato il round robin (2008) e che, insieme a Nole, è l’unico tra i protagonisti in gara ad essersi già aggiudicato il prestigioso trofeo, impresa riuscitagli ben sei volte (nel biennio 2003-04, superando Agassi e Hewitt, in quello 2006-07, battendo Blake e Ferrer, ed in quello 2010-11, imponendosi su Nadal e Tsonga). Lo svizzero in questa stagione ha conquistato quattro titoli - Australian Open, Rotterdam, Stoccarda, Basilea - con un bilancio totale di 47 match vinti e 9 persi. Tre, invece, i trofei messi in bacheca da Thiem - Buenos Aires, Lione, San Pietroburgo - insieme a due finali “pesanti” come quella del “1000” di Madrid (fermato da Zverev) e del Roland Garros (stoppato da Nadal).

    Nell’incontro che aveva aperto il programma della terza giornata, riservata ai protagonisti del “Lleyton Hewitt Group” (l’australiano capace di imporsi al Masters nel 2001 e nel 2002), significativo passo verso le semifinali del sudafricano Kevin Anderson, numero 6 del ranking mondiale, alla sua prima partecipazione al Masters, che ha travolto il giapponese Kei Nishikori, appena rientrato in top ten, al nono posto, nel testa a testa fra i due vincitori di domenica: 60 61 l’eloquente punteggio, in un’ora e 4 minuti, con cui il 32enne di Johannesburg, dopo il debutto positivo contro Thiem, ha dominato il nipponico, qualificatosi per il Masters per la quarta volta in carriera, in questa occasione davvero l’ombra del giocatore che domenica aveva firmato l’impresa tornando a battere dopo oltre quattro anni un certo Roger Federer. La cronaca. Il 28enne di Shimane è in vantaggio per 5-3 nel bilancio dei precedenti ed è tornato a battere il 32enne di Johannesburg proprio due settimane fa negli ottavi del “1000” di Parigi-Bercy, dopo averci perso quest’anno sia in semifinale nel neo nato torneo di New York sia nella finale di Vienna. Un Anderson molto aggressivo e determinato ha strappato subito il servizio all’avversario nel secondo game, alla terza opportunità (passante lungo di Nishikori), volando 3-0 con il quinto ace. In difficoltà anche da fondo sotto la potenza dei colpi del gigante sudafricano (203 centimetri), che in questa stagione si è aggiudicato il neo nato torneo di New York e quello di Vienna, è stato finalista a Wimbledon (seconda finale Slam in carriera), Acapulco e Pune e ha firmato il best ranking (numero 5 il 16 luglio), il nipponico è stato costretto a cedere di nuovo la battuta, ritrovandosi sotto 5-0 in appena 21 minuti. L’allievo di Michael Chang ha salvato due set point, ma dopo aver mancato due chance per rompere il ghiaccio ha incassato il “bagel” in poco più di mezz’ora. Non è minimamente cambiato il copione nel secondo set: il nipponico, che alle Finals londinesi vanta due semifinali nel 2016 e 2014, con una percentuale di prime palle altamente insufficiente (di poco superiore al 40%), con il suo secondo doppio fallo ha regalato una palla break già al secondo gioco, prontamente convertita da Anderson con alcune accelerazioni di diritto che hanno messo alle corde l’asiatico, costretto a cercare il vincente di rovescio da posizione difficile, senza riuscirci. Il pomeriggio nero di Nishikori è proseguito, allungando il parziale negativo a una striscia di 11 giochi consecutivi, prima di racimolare almeno il game della bandiera, accolto da un’ovazione del pubblico, sicuramente deluso dalla “non partita” a cui si è trovato ad assistere. Non ha minimamente rallentato il sudafricano, chiudendo la pratica al primo match point, così da centrare la 47esima vittoria nel 2018, a fronte di 17 sconfitte. Diventano invece 20 i ko in questa stagione - contro 43 successi – per il giapponese, che pur non avendo vinto titoli ha comunque giocato tre finali: Masters 1000 di Montecarlo, Tokyo e Vienna.

    MERCOLEDI’ TOCCA DI NUOVO AI PROTAGONISTI DEL “GUGA KUERTEN GROUP” – Secondo impegno alle Finals 2018 per i protagonisti del "Guga Kuerten Group" (il brasiliano trionfatore al Masters nell’edizione del 2000). Si comincia con la sfida tra Novak Djokovic, numero uno del mondo, ed il tedesco Alexander Zverev, numero 5 Atp: uno pari il bilancio dei precedenti con il tedesco a segno nella finale di Roma dello scorso anno ed il serbo vincitore in semifinale a Shanghai qualche settimana fa. Lunedì Nole, alla sua undicesima presenza al Masters dove insegue il sesto successo (il serbo ha vinto nel 2008 battendo Davydenko, nel 2012 superando Federer, nel 2013 su Nadal ed ancora nel 2014 e nel 2015 su “King Roger”), ha sconfitto piuttosto nettamente lo statunitense Isner. Il 31enne di Belgrado, che a giugno era 22esimo nel ranking, è stato il primo tennista a diventare numero uno in una stagione in cui era fuori dai primi 20 dopo 18 anni (nel 2000 Safin passò dal n. 38 al n.1): Nole che in questo 2018 ha vinto quattro trofei, tutti pesantissimi (Wimbledon e Us Open oltre ai due Masters 1000 di Cincinnati e Shanghai) vanta un bilancio di 50 vittorie contro 11 sconfitte ed ha vinto 32 degli ultimi 34 match disputati (nella seconda parte dell’anno sono riusciti a batterlo solo Tsitsipas negli ottavi del “1000” di Toronto e Khachanov nella finale di quello di Parigi-Bercy). Per quanto riguarda invece Zverev - seguito nell’occasione oltre che da papà Alexander senior anche da Ivan Lendl - lunedì ha superato con un doppio tie-break il croato Cilic. “Sascha”, il più giovane tra i tennisti in gara, in questa stagione ha vinto tre titoli - Monaco, Masters 1000 Madrid, Washington -, ha raggiunto per la prima volta i quarti in uno slam (Roland Garros) ed ha un bilancio di 55 match vinti contro 18 persi (tra i top ten è quello che ha giocato più partite): per lui è la seconda partecipazione alle Finals dove lo scorso anno fu eliminato nei round robin.
    In serata toccherà poi al croato Marin Cilic, numero 7 Atp, ed allo statunitense John Isner, numero 10 Atp, in una sfida che sa già tanto di “dentro o fuori” dopo i ko di lunedì, rispettivamente, con Zverev e Djokovic: il 30enne di Medjugorje è in vantaggio per 7 a 3 nel bilancio dei precedenti ma il 33enne di Greensboro, North Carolina, ha vinto in due set proprio l’ultimo confronto, giocato negli ottavi a Miami lo scorso mese di marzo. Il croato, alla quarta partecipazione alle Finals, la terza consecutiva (non è mai riuscito a superare la fase a gironi), quest’anno ha vinto al Queen’s dopo aver annullato un match-point a Djokovic ed è stato finalista agli Australian Open (stoppato da Federer): il suo bilancio è di 41 vittorie contro 19 sconfitte. Per quanto riguarda “Long John”, che ha coronato la sua miglior stagione nel circuito con il debutto alle Finals (complici i forfait di Del Potro e Nadal), due i titoli conquistati, su altrettante finali disputate, a Miami (primo Masters 1000 in carriera) ed Atlanta, con un bilancio di 34 vittorie e 20 sconfitte.
  • "LOVE IT ALL" - Dal 1° gennaio l'ATP si rifà il look
    L’ATP ha presentato un nuovo piano marketing che scatterà il prossimo primo gennaio. Obiettivo: coinvolgere sempre più appassionati. Il primo step è la creazione di un logo tutto nuovo - un giocatore che colpisce un dritto incastrato tra le lettere della sigla -, il quinto nella storia del sindacato giocatori, nata nel 1972. Tre le principali novità della nuova strategia: la prima riguarda le Next Gen Finals, poi la nascita della nuova ATP World Team Cup (che andrà a fare concorrenza alla Coppa Davis) e la partnership con Amazon Prime Video (annunciata nel 2017).



    “Queste iniziative ambiziose e innovative ci daranno la possibilità di ispirare i fan sparsi per il mondo, dagli appassionati più accaniti a quelli che magari seguono il tennis solo per le Finals o i tornei dello Slam" - ha sottolineato il presidente dell'ATP Chris Kermode -. "Si tratta di mettere in vetrina il fantastico spettacolo che viene offerto durante tutto l’anno, sfruttando il mondo digitale e la tv e riempiendo gli stadi nei quali andremo. Stiamo attuando un approccio audace in tutto ciò che facciamo all’ATP: dal pioneristico accordo di broadcasting con Amazon Prime alle innovazioni delle Next Gen Finals. È un momento molto entusiasmante per il nostro sport, con leggende ancora al top e giovani che cercano di emergere".



    L’operazione di rinnovamento riguarderà tutti i 63 tornei del calendario con l’obiettivo di creare specifiche nuove identità per le varie categorie (250, 500, 1000, Next Gen e Nitto ATP Finals). Il motto che accompagna la campagna “Love It All” (“Amatelo tutto“), da Brisbane alle Finals.




  • BENNETEAU ATTACCA FEDERER - Nel mirino privilegi e conflitti d’interesse
    Ora che ormai sta per appendere la racchetta al chiodo per diventare dal 2019 capitano di Fed Cup francese, Julien Benneteau si toglie qualche sassolino dalle scarpe. In particolare, un intervento radiofonico ai microfoni di RMC Sport del 36enne di Bourg-en-Bresse ha suscitato non poco clamore: il tennista transalpino, attualmente numero 136 Atp (10 finali per lui in carriera ma nessun titolo), ha in particolare preso di mira Roger Federer elencando quelli che sono a suo avviso una serie di privilegi avuti dal fuoriclasse di Basilea negli ultimi due anni, soprattutto in termini di programmazione nei tornei degli Slam, dove a suo dire lo svizzero viene sempre fatto giocare nelle condizioni migliori a discapito dei colleghi. Ci sarebbero poi dei maxi-ingaggi riservati a Federer nei tornei medio-piccoli e molti sponsor, che, dopo la fine di un match dello svizzero, vanno a parlare in privato con lui, cosa che non approva Benneteau, pronto a sollevare anche il caso del conflitto di interessi legato alla Laver Cup.

    BENNETEAU CONTRO PRIVILEGI E “CONFLITTI D’INTERESSE” - “Premessa: Roger è una leggenda del gioco, un'icona, è l'unico in grado di portare 15.000 persone a Parigi Bercy alle 10 del mattino. Niente da dire, però la nascita della Laver Cup ha fatto emergere alcuni inquietanti conflitti d'interesse”, le parole di Benneteau ospite della trasmissione ‘Les Grandes Gueules du Sport’. “La Laver Cup è un'esibizione, non ci sono criteri di selezione sportivi e vengono dati 750.000 dollari a Nick Kyrgios. Sì, le tariffe sono queste. Un'altra cosa: nell'organizzazione di questo evento c'è anche Craig Tiley, direttore dell'Australian Open, che si occupa dei diritti marketing e della TV. Il suo compenso viene pagato dall'agente di Federer . Negli ultimi due anni, Federer ha giocato 14 partite all'Australian Open, essendo arrivato in fondo, e ne ha disputate 12 o 13 in sessione serale”, sostiene il francese, citando poi un esempio di quanto accaduto a Melburne: “Nella stessa giornata Federer ha affrontato Jan-Lennard Struff – contro il quale io non ho nulla, sia chiaro – e Novak Djokovic giocava contro Gael Monfils. Siamo d’accordo che ogni direttore di torneo avrebbe programmato Djokovic-Monfils nella sessione serale alle 19.30, giusto? E invece no: hanno giocato alle 14.30, con 42 gradi, mentre Federer-Struff sono andati in campo alla sera”.

    DJOKOVIC DIFENDE ROGER: “MERITA TRATTAMENTO SPECIALE” - A difesa del campione elvetico e di quello che è l’attuale sistema, una volta venuto a conoscenza di queste esternazioni, è sceso in campo proprio uno dei grandi rivali, Novak Djokovic. “Le affermazioni di Julien sono discutibili perché Roger, in un certo senso, merita un trattamento speciale perché ha vinto sei volte l'Australian Open e probabilmente è il più forte di sempre” - ha dichiarato l’attuale numero 1 del mondo – “Se non lui, chi merita questi privilegi? La gente vuole vederlo giocare nell'orario migliore, alle 7.30 della sera, sulla Rod Laver Arena. Posso comprendere il punto di vista di Julien perché a volte sembra che alcuni giocatori, anno dopo anno, possano ottenere più favori. Bisogna analizzare bene la questione per stabilire se c'è un caso o meno. Però bisogna capire che Federer è una forza trainante del tennis in termini di entrate e visibilità. Anche tennisti come Julien traggono beneficio dal tennis grazie a quello che ha fatto Federer”.
  • GLI ASPIRANTI "MAESTRI" - Gli 8 protagonisti delle Atp Finals di Londra
    Ecco chi sono i protagonisti delle Atp World Tour Finals 2018, di scena sul veloce indoor della "O2 Arena" di Londra dal 11 al 18 novembre. C’è perfetta identità tra il ranking mondiale e la Race (quest'ultima prende in considerazione solo i risultati dell'anno in corso): in entrambe figurano al secondo posto Rafael Nadal ed al quarto Juan Martin Del Potro, gli unici due costretti - a causa del problema agli addominali accusato a Parigi-Bercy lo spagnolo e della frattura alla rotula destra rimediata a Shanghai l’argentino - a chiudere anzitempo la loro stagione.
    Due gli esordienti, tutti e due un bel po’ over trenta: il sudafricano Kevin Anderson, capace di riportare il suo Paese al Masters dopo 23 anni (l’ultimo era stato Wayne Ferreira, in gara nel 1995 a Francoforte), e lo statunitense John Isner.
    Cinque i tennisti europei - Novak Djokovic, Roger Federer, Alexander Zverev, Marin Cilic e Dominic Thiem - a cui si aggiungono il sudafricano Anderson, il giapponese Kei Nishikori e lo statunitense Isner: otto i Paesi rappresentati.

    NOVAK DJOKOVIC (SRB)
    Età: 31 (22 maggio 1987, Belgrado); destro
    Race: 1
    Ranking Atp: 1
    Titoli Atp: 72 (4 nel 2018: Wimbledon, Masters 1000 Cincinnati, Us Open, Masters 1000 Shanghai)
    Partecipazioni al Masters: 11 (risultati precedenti: vincitore nel 2015, 2014, 2013, 2012 e 2008; finalista nel 2016, semifinalista nel 2010; round robin nel 2011, 2009 e 2007)

    ROGER FEDERER (SUI)
    Età: 37 (8 agosto 1981, Basilea, Svizzera); destro, rovescio a una mano
    Race: 3
    Ranking Atp: 3
    Titoli Atp: 99 (4 nel 2018: Australian Open, Rotterdam Stoccarda, Basilea)
    Partecipazioni al Masters: 16 (risultati precedenti: vincitore nel 2011, 2010, 2007, 2006, 2004 e 2003; finalista nel 2015, 2014, 2012 e 2005; semifinalista nel 2017, 2013, 2009 e 2002; round robin nel 2008)

    ALEXANDER ZVEREV (GER)
    Età: 21 (20 aprile 1997, Amburgo, Germania); destro, rovescio bimane
    Race: 5
    Ranking Atp: 5
    Titoli Atp: 9 (3 nel 2018: Monaco, Masters 1000 Madrid, Washington)
    Partecipazioni al Masters: 2 (risultati precedenti: round robin nel 2017)

    KEVIN ANDERSON (RSA)
    Età: 32 (18 maggio 1986, Johannesburg, Sud Africa); destro, rovescio bimane
    Race: 6
    Ranking Atp: 6
    Titoli Atp: 5 (2 nel 2018: New York, Vienna)
    Partecipazioni al Masters: 1

    MARIN CILIC (CRO)
    Età: 30 (28 settembre 1988, Medjugorie, Bosnia/Herzegovina); destro, rovescio bimane
    Race: 7
    Ranking Atp: 7
    Titoli Atp: 18 (1 nel 2018: Queen’s Londra)
    Partecipazioni al Masters: 4 (risultati precedenti: round robin nel 2017, 2016 e 2014)

    DOMINIC THIEM (AUT)
    Età: 25 (3 settembre 1993, Wiener Neustadt, Austria); destro, rovescio ad una mano
    Race: 8
    Ranking Atp: 8
    Titoli Atp: 11 (3 nel 2018: Buenos Aires, Lione, San Pietroburgo)
    Partecipazioni al Masters: 3 (risultati precedenti: round robin 2017 e 2016)

    KEI NISHIKORI (JPN)
    Età: 28 (29 dicembre 1989, Shimane, Giappone); destro, rovescio bimane
    Race: 9
    Ranking Atp: 9
    Titoli Atp: 11 (nessuno nel 2018)
    Partecipazioni al Masters: 4 (risultati precedenti: semifinalista nel 2016 e 2014; round robin 2015)

    JOHN ISNER (USA)
    Età: 33 (2 aprile 1983, Greensboro, North Carolina - Stati Uniti); destro, rovescio bimane
    Race: 10
    Ranking Atp: 10
    Titoli Atp: 14 (2 nel 2018: Masters 1000 Miami, Atlanta)
    Partecipazioni al Masters: 1

    ALTERNATE:

    KAREN KHACHANOV (RUS)
    Età: 22 (21 maggio 1996, Mosca, Russia); destro, rovescio bimane
    Race: 11
    Ranking Atp: 11
    Titoli Atp: 4 (3 nel 2018: Marsiglia, Mosca, Masters 1000 Parigi-Bercy)
    Partecipazioni al Masters: 1

    BORNA CORIC (CRO)
    Età: 22 (14 novembre 1996, Zagabria, Croazia); destro, rovescio bimane
    Race: 12
    Ranking Atp: 12
    Titoli Atp: 2 (1 nel 2018: Halle)
    Partecipazioni al Masters: 1