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ALIMENTAZIONE: Pre Partita

Scritto da Super User. Postato in Articoli Vari

 

ALIMENTAZIONE: 

Pre Partita

Nel tennis non è sempre possibile conoscere l'orario esatto di inizio del match. Ecco che quindi bisogna sapersi adeguare anche a livello alimentare, per non vedere la propria prestazione notevolmente ridotta

Come ci si deve alimentare prima di un match? Nel tennis c'è una variabile in più rispetto a quasi tutti gli altri sport: molte volte è difficile conoscere con precisione l'orario in cui comincerà il nostro impegno agonistico. Può infatti succedere che l'eccessiva lunghezza degli incontri precedenti faccia slittare, anche di un'ora e mezza e più, l'inizio dell'incontro. Talvolta può succedere anche il contrario: dobbiamo giocare prima del previsto perché i giocatori che ci precedevano hanno impiegato molto meno di quanto immaginato a completare i loro match. In pratica, quindi, come ci si deve comportare? Le possibilità, in fondo, sono moltis¬sime, ma semmai dirò che cosa non si deve fare. Il pri¬mo errore da evitare è quello di presentarsi all'incontro con i cibi sullo stomaco. Se è vero che essere digiuni da molte ore non consente di esprimere la migliore prestazione di cui si è capaci, è anche vero che con la digestione in corso si possono avere sia problemi più propriamente gastrici (sensazione di ripienezza o di pesantezza dello stomaco, acidità, nausea, vomito), sia problemi generali (giramenti di testa, perdita delle forze). Quando esse si svolgono contemporaneamente c'è un'influenza reciproca (assai nociva per la prestazione) fra la digestione e l'attività fisica: ciascuna delle due infatti, agisce negativamente sull'altra. Spesso anche il cervello risente sfavorevolmente del fatto che c i cibi siano ancora sullo stomaco e i tempi di riflesso si  allungano. L'intervallo fra un pasto principale e l'inizio  del riscaldamento per il match dunque, deve essere di  almeno due ore; per qualcuno anzi, deve essere anche maggiore, così come deve esserlo per tutti quando c'è il rischio del quale si accennava all'inizio, vale a dire che il proprio incontro venga anticipato. La quantità dei cibi deve essere contenuta, così come va presa in considerazione la loro qualità. Oltre ai cibi che sono definiti "pesanti", sia per la totalità delle persone sia per il nostro specifico caso, nel pasto pre-partita vanno evitati senz'altro i grassi fritti e quelli cotti a lungo; vanno esclusi gli insaccati (con le eccezioni rappresentate dalla bresaola e dal prosciutto, cotto o crudo purché sia sgrassato), le carni palesemente grasse, gli intingoli. Se si gioca di mattina, nella prima colazione va evitato il caffelatte, sempre difficile da digerire. Fino a qui non c'è forse nulla che non sia noto ai più (non è raro, ad ogni modo, che succeda che qualcuno stia male proprio perché non ha seguito queste semplici regole...). Quelli che molti non sanno è che l'ultimo pasto deve contenere pochi carboidrati "ad alto indice glicemico", quelli cioè che sono digeriti e assorbiti molto velocemente, come il riso, le patate, il pane, i dolci e la pasta. Essi fanno dapprima elevare la glicemia (il tasso di glucosio nel sangue); ma questo determina l'immissione nel sangue di una elevata quantità di un ormone, l'insulina, che, a sua volta, può causare un abbassamento della glicemia stessa al di sotto dei valori normali, con senso di debolezza e ridotta lucidità, non certo compatibili con la migliore efficienza sul campo. Di primi piatti, in altre parole, è preferibile prenderne una mezza porzione e, nello stesso pasto, è bene non consumare patate, molto pane e neppure dolci, né bevande soft come le cole o le aranciate. In attesa dell'inizio del match, specie se i tempi sono piuttosto lunghi, vale la pena di bere acqua (soprattutto se fa caldo) e di prendere, una ogni 20-30 minuti, tavolette di carboidrati (fra i quali è bene che ci sia anche il fruttosio) e minerali (sodio, potassio e magnesio). Oppure si può ricorrere alle specifiche bevande per sportivi, già pronte o da preparare con le polveri. Se l'attesa si prolunga, si può anche consumare una barretta o una parte di essa, tanto da avere un apporto di 100 calorie o poco meno. Un'ultima cosa. C'è chi ritiene che poco vino o un bicchierino di amaro aiutino a digerire o a giocare meglio. In realtà gli alcolici non migliorano certo la prestazione e, fra l'altro, dovrebbero essere eliminati del tutto (già dalla sera precedente) se si prevede che la partita si disputerà con temperatura e/o umidità elevate; l'alcool etilico, infatti, può determinare una cattiva regolazione della temperatura corporea. La bevanda ideale nel pasto pre-partita è l'acqua, liscia o frizzante.

 

 

A)  Non ci si deve presentare sul campo con la digestione in corso; quindi: l'intervallo fra il termine del pranzo (o della prima colazione) deve essere di almeno due ore - i cibi consumati non devono essere molti (meno di quelli di un pasto normale) - vanno evitati i cibi "pesanti", in particolare quelli con grassi fritti o cotti a lungo, con sughi grassi o con intingoli elaborati -vanno evitati i cibi ricchi di grassi: salumi, carni palesemente grasse...

B) E' bene non consumare alcolici (neppure un bicchiere di vino), soprattutto se la gara si disputerà con clima caldo o, peggio, caldo-umido. E' preferibile consumare acqua, liscia o gassata.

C)     E' un errore prendere troppi carboidrati a rapida digestione e    assorbimento,come riso, patate, pane, dolci e così via; è bene non prenderne più alcune decine di grammi per pasto.

D)     Se l'incontro è di mattina, nella prima colazione evitare il caffelatte.